La psicomotricità

La psicomotricità offre al bambino la possibilità di vivere liberamente e spontaneamente esperienze corporee a tutti i livelli

 

La psicomotricità

La psicomotricità… questa sconosciuta!


La Psicomotricità è un’attività che favorisce la maturazione psicologica del bambino attraverso il movimento, il gioco, la creatività e la relazione con l’Altro.

La psicomotricità NON È educazione motoria, NON E’ ginnastica, NON E’ fisioterapia.
A differenza di altre attività specifiche che si orientano o sull’attività motoria o sulla musica o su un’attività in particolare, la Psicomotricità lascia che sia il bambino a scegliere una di queste aree, lo psicomotricista ha il compito di ampliare le competenze del bambino e aiutarlo a superare le difficoltà. Lo psicomotricista, inoltre, favorisce nei bambini l’espressività in tutti i suoi aspetti e la consapevolezza delle emozioni che provano.
Scopo principale della proposta psicomotoria è l’offrire al bambino la possibilità di vivere liberamente e spontaneamente esperienze corporee a tutti i livelli.
Poter giocare e muoversi in libertà permette al bambino di esprimere il suo potenziale creativo e stimola l’incontro e gli scambi autentici tra bambini, a partire dalle loro esperienze affettive più lontane nel tempo.
Il bambino gioca perché prova piacere, e nel piacere cresce, matura e impara a relazionarsi con il mondo e a scoprirlo.
Lo psicomotricista organizza l’insieme dello spazio, del tempo e dei materiali, creando un’atmosfera di sicurezza e serenità e dando ai bambini la possibilità di:
•    sperimentare il piacere di muoversi, fare esperienze con il proprio corpo, vivere bene nella propria pelle
•    organizzare il proprio pensiero a partire dalla strutturazione della propria identità corporea
•    costruire un rapporto equilibrato fra realtà e immaginario
•    fare l’esperienza di vivere positivamente se stessi e le proprie possibilità di evoluzione e di crescita
•    favorire l’evoluzione di diversi canali comunicativi, il controllo emotivo e il contenimento dell’aggressività
L’attività di psicomotricità può essere quindi considerata, inoltre, uno strumento di prevenzione del disagio, in quanto consente, da un lato di rilevare precocemente possibili segnali di difficoltà nello sviluppo del bambino e dall’altro è un aiuto nell’attenuazione e nella trasformazione dei fattori che all’interno dell’esperienza scolastica possono produrre disagio.
CHI E’ LO PSICOMOTRICISTA? 
Lo psicomotricista non è l’esperto della motricità, ma è l’esperto del linguaggio del corpo, della comunicazione e della relazione corporea, del perché (psico) e del come (motricità) usiamo il nostro corpo e le sue possibilità di azione, consapevolmente o inconsapevolmente, per esprimere noi stessi e metterci in relazione (emotivamente partecipata) con l’ambiente e con l’altro.
Lo psicomotricista, oltre ad avere una preparazione teorica e pratica, ha una preparazione psicologica e corporea personale, deve garantire ai bambini un’evoluzione delle esperienze di gioco senza le proprie proiezioni affettive su di loro; nella sua formazione rivede il proprio modo di essere e di comunicare, è importante che adatti a seconda dei bisogni e dei desideri dei bambini la sua relazione e il setting psicomotorio intorno a loro. Deve essere in grado di entrare in una relazione empatica, senza essere allo stesso piano dei bambini. Lo psicomotricista con i bambini:
Condivide le emozioni positive e negative, le ascolta e le elabora in parole, contatti o storie da raccontare.
Accoglie le diversità di comportamento, cerca di creare fra loro una relazione possibile all’evoluzione dei giochi.
E’ presente e vicino a ciascun bambino del gruppo, guarda cosa fa e come lo fa, comunica se è necessario o, soltanto, si limita ad osservare, incontra il più possibile lo sguardo del bambino per restituire rassicurazione, contenimento, gratificazione.
Si occupa dell’incolumità dei bambini, della loro sicurezza fisica, evita attività e situazioni pericolose.
Costruisce gli spazi all’occorrenza che favoriscono il gioco, permette ai desideri dei bambini di esprimersi con materiali e tempi adeguati.
Dà risposte alle domande frequenti dei bambini.
Contiene i bambini con eccessiva pulsionalità, accompagna i bambini impauriti o bloccati da emozioni intense che non esprimono.
Propone materiali adatti all’evoluzione del gioco, evita situazioni d’involuzione o di passività.
Agli psicomotricisti piace stare con i bambini, piace vederli felici, sorpresi, arrabbiati e poi sereni, tristi e poi sollevati, impauriti e rassicurati, ridere, costruire, correre, stare fermi, raccontare, dialogare, farli sentire bene nel loro corpo, avvolgerli, averne cura, sorprenderli, aiutarli solo se hanno bisogno, vedere che ce la fanno da soli, superare le paure, guardare, ammirare, guardarsi allo specchio, contenersi da soli, salutare e andare incontro ai loro genitori o insegnanti contenti.
Stare con i bambini per gli adulti, è una risorsa, osservano l’essenziale, ciò che noi abbiamo dimenticato di fare. Fanno domande sulla vita, sui problemi di famiglia, sulle emozioni, su cosa è buono e cosa è cattivo, vogliono sapere e far vedere cosa sanno, sono appassionati della vita, sono tolleranti, più degli adulti, solo se non gli insegnano presto a discriminare negativamente.
Agli psicomotricisti piace vedere che i bambini crescono autonomi e felici.

QUALI EFFETTI HA SUI BAMBINI L’ATTIVITÀ PSICOMOTORIA?
I bambini che hanno l’opportunità di vivere questo spazio educativo ne sono entusiasti, lo amano, lo desiderano, ed è comprensibile poiché in questa attività conoscono e ritrovano se stessi.
La psicomotricità piace molto, i bambini la chiedono spesso, la desiderano e la aspettano. Imparano il giorno della settimana, si preparano al gioco che faranno, ne parlano volentieri a casa, raccontano i giochi che vivono e quello che fanno. Diventano più propositivi, più coraggiosi, affrontano l’altro con più determinazione, imparano a spiegarsi, conoscono ciò che gli piace da ciò che non gli piace e questo aspetto non è scontato per tutti i bambini.

La psicomotricità favorisce la comunicazione, la creatività e la formazione del pensiero, contribuisce alla costruzione psicologica di una profonda stima di Sé nella fiducia delle proprie capacità e di un rispetto delle caratteristiche degli altri.

Documento curato dalla dottoressa Simona Rita Vibrante – terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva

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